Negli anni si sono susseguite tante storie sul feroce dittatore Adolf #Hitler. Tra le tante voci, alcune sostenevano che Hitler ed alcuni capi della gestapo fossero fuggiti in Sudamerica, ed è quanto afferma anche questo #anziano uomo di ben 128 anni. In molti non gli credono, ma le vicende da lui raccontate sembrano comunque condurre ad episodi realmente accaduti nel periodo nazista. Sua moglie, per quanto non sia convinta che suo marito sia Hitler, e che la sua malattia lo abbia portato ad affermare ciò, si dice sicura che lui fosse un nazista.

 Le dichiarazioni di Herman Guntherberg

Il suo nome è Herman Guntherberg, ha 128 anni, e vive a Salta, in Argentina e, in un’intervista al giornale ultra- conservatore El Patriota, ha dichiarato di essere un immigrato tedesco arrivato nel Paese nel lontano 1945 con un passaporto falso. Questo documento era stato creato dalla Gestapo, la polizia segreta della Germania nazista, nell’ultimo anno di guerra per permettergli la fuga. L’anziano uomo afferma di essere in realtà Adolf Hitler e di essersi nascosto per ben 70 anni per evitare la cattura. Herman avrebbe deciso di rivelare tutto solo ora perché nel 2016 i servizi segreti israeliani hanno annunciato di porre fine alla ricerca e cattura di ufficiali nazisti nel mondo. L’uomo sta per pubblicare la sua autobiografia, firmata con il suo vero nome Adolf Hitler, nella quale racconterà i fatti e la storia come realmente accaduta. Herman dice di essere stato accusato di molti crimini mai commessi e per questo ha trascorso più della metà della sua vita a nascondersi; di essere stato descritto come un uomo cattivo solo perché ha perso la guerra, quando le persone leggeranno il suo racconto cambieranno idea su di lui. Il libro uscirà a settembre.

Le parole della moglie di Herman

La signora Angela Martinez, moglie di Herman, spiega che suo marito ha iniziato a parlare di questa storia negli ultimi due anni, da quando ha iniziato a soffrire di Alzheimer. Lei non crede che lui possa essere Hitler ma pensa sia stato un ufficiale nazista i cui ricordi della guerra stiano riaffiorando e lo stiano tormentando per via dei sensi di colpa. L’uomo, spiega la moglie, spesso perde la lucidità, non ricorda dove si trova ed inizia a parlare di ebrei e demoni, per poi ritornare alla normalità. Sono tanti a non credere alla sua storia, anche per via della sua età. Ma non bisogna dimenticare che diversi ex agenti CIA ed investigatori, anche dell’ONU, hanno più volte affermato l’esistenza di documenti che proverebbero la fuga in Sudamerica di decine di ufficiali della SS e, tra questi, sembrerebbe esserci anche l’ex dittatore nazista. Nel 2009 il cranio ritenuto per 50 anni appartenere al Fuhrer, conservato al museo della guerra di Mosca, fu sottoposto al test del DNA e risultò appartenere ad una donna di circa 40 anni.

Scritto per Naturopedia.it